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Leonessa
- Clermont Montferrand: 0-65
Leonessa:
Onori (27’ st Zitelli), Federzoni, Colosio, Kahn (12’ st Lafaialii,
40’ st Cavalleri), Francesio, Wakarua, Queirolo, Soffredini, Bonetti
(7’ st Foschi), Podestà, Jackson, Gumiero (37’ st Vella), Porreca
(13’ st Porrino), Codo, Cuttitta (32’ st Mattei). Allenatore: Howells.
Clermont: Viars (15’ st Flock), Malzieu, Chanal, Messina,
Senillosa (26’ st Morel), Jones, Merceron, Raynaud, Dieude, Audebert
(1’ st Etien), Vaitanaki (1’ st Jacqet), Louw, Attoub (16’ st Bastin),
Falieres (28’ st Shvelidze), Emanuelli (28’ st Soulette). Allenatore:
Saisset.
Arbitro: Ireland (Scozia)
Marcature: nel pt 1’ cp Jones, 8’ mt Vaitanaki tr Jones, 10’
mt Dieude tr Jones, 24’ mt Audebert tr Jones, 34’ cp Jones; nel st
2’ mt Raynaud tr Jones, 14’ mt Emanuelli nt, 27’ mt Morel tr Jones,
33’ mt Raynaud tr Jones, 39’ mt Messina tr Jones, 40’ mt Malzieu nt.
Note: primo tempo: 0-27; spettatori: 500 circa; man of the
match: Raynaud.
La Leonessa di Lynn
Howells ha subito dai francesi del Clermont Montferrand una vera e propria
lezione sull’utilizzo della palla ovale. L’incontro - valido per il
proseguo del cammino nella Challenge Cup - si è concluso con un secco 65
a 0 per gli ospiti. Un risultato che dà conto della differenza dei valori
in campo, ma che - va detto - poteva essere meno pesante per la formazione
bresciana. Il quindici franciacortino, infatti, ha scelto coraggiosamente
di giocare tutte le punizioni assegnatele dal direttore di gara anziché
calciarle tra i pali (l’unico terreno su cui la Leonessa avrebbe potuto
giocare alla pari con gli avversari).
Il valore della formazione transalpina era noto. Montferrand - che già
aveva bastonato Wakarua e compagni nella passata edizione della coppa -
viaggia attualmente nelle parti basse del Super 16 francese, ma è società
che nel recente passato ha dominato in patria (sette volte finalista del
massimo campionato, l’ultima nel 2001) e in Europa (nel 1999 ha
conquistato la Shield). Certo la squadra allenata da Jean Pierre Caparra
è arrivata a Rovato con molte riserve, ma il livello del 15 schierato
bastava a fronteggiare un gruppo che
“si conosce poco e sta ancora ultimando la propria
preparazione” (sono parole di Howells).
I bresciani, negli 80 minuti del match, ci hanno messo senza dubbio
carattere. Tuttavia, anche alla luce del punteggio finale, è difficile
segnalare i nomi dei migliori: bene si sono comunque comportati Queirolo
(ma l’allenatore poteva dare spazio prima a Cavalleri) e
l’inaffondabile Cuttitta che, nonostante l’età, sul campo lascia
sempre anima e corpo.
La cronaca. Al Clermont servono meno di 100 secondi per portarsi in
vantaggio (calcio di punizione di Jones per un fuorigioco di Bonetti).
Nell’arco di dieci minuti, quindi, arrivano due mete in pieno stile
francese: la prima di Vaitanaki, la seconda di Deude che finalizza una
bella giocata al centro di Chanal.
Rovato punge al quarto d’ora con Francesio fermato a un metro dalla
linea dopo un bel calcio a seguire. Alla mezz’ora Wakarua e Colosio
incrociano bene, ma i giocatori del Clermont sono una diga e ogni
percussione della Leonessa si infrange prima dell’agognata linea. Il
copione non cambia nella ripresa. Gli ospiti, che lasciano spazio alle
riserve, sembrano proprio provenire da un altro pianeta. Dietro a ogni
pallone c’è un uomo pronto a raccoglierlo e spesso non bastano più
giocatori bresciani a fermare l’azione di un solo francese. In quaranta
minuti si contano cinque mete: a segno vanno due volte Raynaud (man of the
match), Emanuelli, Messina e Malzieu.
Forse - come abbiamo già riferito - la Leonessa avrebbe meritato più
fortuna, ma contro i marziani del Clermont non c’era spazio per
sorprese. Ora la squadra di Howells tornerà a confrontarsi con squadre di
livello terrestre nella Shield, la coppa a cui accedono tutte le
formazioni eliminate dalla Challenge.
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