"Il sito della capitale della Franciacorta"

A scuola di rugby (24 ottobre 2004)
La Leonessa sconfitta per 65 a 0 dal Clermont Montferrand
di Andrea Tortelli

Leonessa - Clermont Montferrand: 0-65

Leonessa:
Onori (27’ st Zitelli), Federzoni, Colosio, Kahn (12’ st Lafaialii, 40’ st Cavalleri), Francesio, Wakarua, Queirolo, Soffredini, Bonetti (7’ st Foschi), Podestà, Jackson, Gumiero (37’ st Vella), Porreca (13’ st Porrino), Codo, Cuttitta (32’ st Mattei). Allenatore: Howells.
Clermont: Viars (15’ st Flock), Malzieu, Chanal, Messina, Senillosa (26’ st Morel), Jones, Merceron, Raynaud, Dieude, Audebert (1’ st Etien), Vaitanaki (1’ st Jacqet), Louw, Attoub (16’ st Bastin), Falieres (28’ st Shvelidze), Emanuelli (28’ st Soulette). Allenatore: Saisset.
Arbitro: Ireland (Scozia)
Marcature: nel pt 1’ cp Jones, 8’ mt Vaitanaki tr Jones, 10’ mt Dieude tr Jones, 24’ mt Audebert tr Jones, 34’ cp Jones; nel st 2’ mt Raynaud tr Jones, 14’ mt Emanuelli nt, 27’ mt Morel tr Jones, 33’ mt Raynaud tr Jones, 39’ mt Messina tr Jones, 40’ mt Malzieu nt.
Note: primo tempo: 0-27; spettatori: 500 circa; man of the match: Raynaud.

La Leonessa di Lynn Howells ha subito dai francesi del Clermont Montferrand una vera e propria lezione sull’utilizzo della palla ovale. L’incontro - valido per il proseguo del cammino nella Challenge Cup - si è concluso con un secco 65 a 0 per gli ospiti. Un risultato che dà conto della differenza dei valori in campo, ma che - va detto - poteva essere meno pesante per la formazione bresciana. Il quindici franciacortino, infatti, ha scelto coraggiosamente di giocare tutte le punizioni assegnatele dal direttore di gara anziché calciarle tra i pali (l’unico terreno su cui la Leonessa avrebbe potuto giocare alla pari con gli avversari). Il valore della formazione transalpina era noto. Montferrand - che già aveva bastonato Wakarua e compagni nella passata edizione della coppa - viaggia attualmente nelle parti basse del Super 16 francese, ma è società che nel recente passato ha dominato in patria (sette volte finalista del massimo campionato, l’ultima nel 2001) e in Europa (nel 1999 ha conquistato la Shield). Certo la squadra allenata da Jean Pierre Caparra è arrivata a Rovato con molte riserve, ma il livello del 15 schierato bastava a fronteggiare un gruppo che  “si conosce poco e sta ancora ultimando la propria preparazione” (sono parole di Howells).
I bresciani, negli 80 minuti del match, ci hanno messo senza dubbio carattere. Tuttavia, anche alla luce del punteggio finale, è difficile segnalare i nomi dei migliori: bene si sono comunque comportati Queirolo (ma l’allenatore poteva dare spazio prima a Cavalleri) e l’inaffondabile Cuttitta che, nonostante l’età, sul campo lascia sempre anima e corpo.
La cronaca. Al Clermont servono meno di 100 secondi per portarsi in vantaggio (calcio di punizione di Jones per un fuorigioco di Bonetti). Nell’arco di dieci minuti, quindi, arrivano due mete in pieno stile francese: la prima di Vaitanaki, la seconda di Deude che finalizza una bella giocata al centro di Chanal.
Rovato punge al quarto d’ora con Francesio fermato a un metro dalla linea dopo un bel calcio a seguire. Alla mezz’ora Wakarua e Colosio incrociano bene, ma i giocatori del Clermont sono una diga e ogni percussione della Leonessa si infrange prima dell’agognata linea. Il copione non cambia nella ripresa. Gli ospiti, che lasciano spazio alle riserve, sembrano proprio provenire da un altro pianeta. Dietro a ogni pallone c’è un uomo pronto a raccoglierlo e spesso non bastano più giocatori bresciani a fermare l’azione di un solo francese. In quaranta minuti si contano cinque mete: a segno vanno due volte Raynaud (man of the match), Emanuelli, Messina e Malzieu.
Forse - come abbiamo già riferito - la Leonessa avrebbe meritato più fortuna, ma contro i marziani del Clermont non c’era spazio per sorprese. Ora la squadra di Howells tornerà a confrontarsi con squadre di livello terrestre nella Shield, la coppa a cui accedono tutte le formazioni eliminate dalla Challenge.

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