"Il sito della capitale della Franciacorta"

Il mio no alla cava 
Lettera di Angelo Bergomi tratto da Iwww.quibrescia.it (30.12.2004)

Come presidente del comitato anticava di Rovato a 15 giorni dall'approvazione del piano cave di Brescia da parte della Regione mi sento in dovere di chiarire taluni aspetti emersi. La Regione ha approvato un piano di ben 71 milioni di mc (invece dei 68 previsti dalla Provincia di Brescia); sia chiara una cosa: entrambe le cifre sono esagerate e rispondenti solo alle esigenze delle sette imprese scavatrici più potenti che hanno ottenuto circa il 60% della volumetria totale. Non si spiegherebbe altrimenti perchè non si sia rispettata una delibera regionale che indica in 4 metri cubi a testa all'anno il "fabbisogno" pro-capite, determinando una giusta misura per il piano decennale di Brescia di 40 milioni di metri cubi, non 71 milioni!! E nel piano è stato approvato pure l'ambito estrattivo di Rovato (ATE9), infischiandosene dei problemi di viabilità, inquinamento della falda, devastazione di un pezzo di Franciacorta, il tutto a favore della ditta Bettoni Spa che, direttamente o attraverso ditte controllate, ha ottenuto in questo piano milioni e milioni di metri cubi a Cazzago, Rovato, Castegnato, Paderno Franciacorta, Travagliato, Montirone ecc... e che controlla pure parecchie discariche (vedi Castegnato e Travagliato). Con il mio comitato ho seguito ininterrottamente i lavori della commissione regionale sesta, seppur fosse sempre tenuta in giorni lavorativi, e non potevo mancare all'approvazione del piano cave tenutasi nelle giornate di mercoledì 24 e giovedì 25 novembre scorsi. Dopo aver assistito per 4 mesi alle sedute della commissione e dopo la presenza a più di 15 ore consecutive di Consiglio Regionale ritengo di avere la conoscenza sufficiente del tema per poter dire che certi commenti sull'approvazione della cava di Rovato e sul piano in generale, fatti durante il dibattito consigliare e al momento dell'approvazione del piano, sono assolutamente scandalosi. Mi riferisco in primis al consigliere regionale Margherita Peroni: nel suo intervento in Consiglio ha richiesto una diminuzione non meglio precisata della volumetria della cava di Rovato, affrettandosi subito dopo a scaricare la colpa dell'arrivo di questa escavazione su "comportamenti poco virtuosi" dei comuni di Rovato e Cazzago S.M., dimenticandosi che la legge regionale 14 del 1998 toglie qualsiasi potere di intervento ai comuni che sono colpevoli solo di vedersi portare via un pezzo del loro territorio dalla Regione, impotenti. Non contenta, in sede di consiglio, il consigliere ha giustificato l'arrivo di questa cava dicendo che rispetto al sito di Rovato "siamo di fronte a un territorio degradato". In quanto abitante della zona e proveniendo da una famiglia che ben sa cosa voglia dire lavorare la terra non accetto giudizi di questo tipo da parte di un consigliere che come lei non abita nella zona, che in passato in un'assemblea pubblica a Rovato aveva confuso questa cava nuova (ATE9) con quella già esistente della Pedrocca (ATE14) e che omette di dire che il terreno in questione è irriguo e ha delle rese agricole tra le più alte della Lombardia. E questo dopo che in campagna elettorale per le elezioni provinciali il consigliere Peroni (guarda caso candidata nel collegio di Rovato-Cazzago) aveva speso parole di difesa del territorio franciacortino salvo poi cambiare registro nel momento decisivo del consiglio regionale. Ritengo altamente scandalose anche le dichiarazioni del consigliere leghista Flocchini: "Sul piano cave siamo i vincitori morali", "Le modalità con cui la Lega ha seguito il Piano cave esprimono la nostra coerenza, che si è tradotta in aula in un comportamento funzionale alle esigenze dell’ambiente e alle aspettative territoriali". Flocchini dovrebbe allora spiegare a tutta la gente di Rovato perchè si è affannato per mesi a dichiarare che si sarebbe battuto per la conferma del piano provinciale rigettando gli aumenti regionali mentre la cava di Rovato è passata dai 400 mila metri cubi provinciali a 1.600.000 mc più 2.600.000 mc di riserva della Regione. E questo lo sta dicendo uno che non si è mosso dall'aula mentre si votava e si è annotato, emendamento dopo emendamento come votava ogni consigliere regionale e ogni partito, verificando nel faldone dei 1300 emendamenti che ho portato anche a casa. Flocchini e il suo partito dovrebbero spiegare perchè non hanno votato a favore degli emendamenti 862 e 145 che richiedevano esattamente quanto da loro sbandierato (ritorno alle volumetrie provinciali). Sarebbero queste le esigenze territoriali che il consigliere avrebbe difeso? La "coerenza" mi pare confermata solo nell'accontentare il cavatore, non le seimila persone che hanno firmato la petizione popolare di opposizione a questo buco devastante pari a 106 campi da calcio di serie A e alto come un condominio di 10 piani in piena Franciacorta! Vorrei infine ricordare all'assessore regionale alla qualità dell'ambiente Nicoli Cristiani che sarebbe bene mantenere le promesse fatte, anche se si è politici: mi riferisco a quanto egli era venuto a raccontare a Cazzago S.M. in sostegno al candidato sindaco del polo per le comunali del 2002, ossia che si sarebbe impegnato a togliere la cava di Rovato-Cazzago qualora la Provincia l'avesse inserita nel piano, dando compito al candidato sindaco a fianco a lui quella sera, di ricordargli tale promessa. A scanso di equivoci, in Regione è stato protocollato nel luglio scorso un documento di due presenti a quell'assemblea che, firmandosi esplicitamente, dichiarano quanto aveva solennemente promesso l'assessore. A Rovato e a Cazzago S.M. ci si sta ancora chiedendo come si sia passati dalla promessa cancellazione della cava a un suo quadruplicamento. Questa è la realtà del piano cave bresciano e della cava di Rovato e tutto quanto ho riportato è facilmente verificabile in carteggi e verbali, oltre che da testimoni oculari di assemblee pubbliche; non quanto sento dichiarare sui giornali da consiglieri regionali che si affannano a dimostrare meriti che non hanno perchè vedono le elezioni regionali di aprile vicine.

Ing. Angelo Bergomi, presidente comitato anticava di Rovato

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