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Petrolio, luglio il mese più negativo dal 2016

Nel mese di luglio 2018 il greggio ha registrato la sua più grave perdita mensile dal luglio di due anni prima, a causa dell’emersione di una serie di fattori di rischio, dalle minacce di una domanda più debole al fatto che produttori chiave dell’OPEC hanno incrementato la produzione pesando così sull’equilibrio di mercato.

I trader più attenti, che investono con i migliori broker online in circolazione come 24option, si saranno ben resi conto che i futures a New York hanno perso il 7,3% a luglio, in considerazione dell’evidenza che alcuni dei più grandi produttori, come l’Arabia Saudita, sono stati visti aumentare i loro livelli di offerta nello stesso frangente temporale. Il calo è stato poi aggravato in chiusura di mese dal trading a basso volume e dal rafforzamento del dollaro. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che sarebbe disposto a incontrare il presidente iraniano Hassan Rouhani senza alcuna precondizione a seguito della decisione di ritirarsi da un accordo nucleare del 2015.

“Ad oggi le preoccupazioni del mercato sono legate all’eccesso di offerta OPEC. Ma ci sono anche delle preoccupazioni per il rallentamento o l’appiattimento della domanda”, ha affermato Ashley Petersen, analista presso la Stratas Advisors di New York. Tuttavia, il basso volume è indicativo di una “stasi estiva”. Ovvero, i prezzi sono bassi, ma in realtà l’attività non è così elevata a causa del periodo dell’anno.

Ricordiamo come il greggio di riferimento USA sia diminuito a luglio anche in virtù delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, che hanno pesato pesantemente sul mercato, e sull’evidenza che la produzione dall’Arabia Saudita e dalla Russia è aumentata. La produzione negli Stati Uniti è rimasta inoltre a livelli record.

Nel dettaglio, il greggio WTI con consegna a settembre è sceso di $ 1,37 per attestarsi a $ 68,76 al barile presso la New York Mercantile Exchange. Il volume totale negoziato era di circa il 35 percento inferiore alla media di 100 giorni. Il Brent con consegna a settembre, ha subito un calo di 72 centesimi chiudendo il mese a 74,25 dollari al barile sulla borsa ICE Futures Europe con sede a Londra. Il benchmark globale viene scambiato a un premio di $ 5,49 a settembre sul WTI.

“Mi piacerebbe sicuramente incontrare l’Iran se fossero disponibili”, ha detto Trump lunedì durante una conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca con il primo ministro italiano Giuseppe Conte. “Non so se siano pronti. Stanno attraversando un periodo difficile” – ha poi aggiunto, mentre prima aveva dichiarato che gli Stati Uniti porranno fine alle sanzioni contro l’Iran solo se la Repubblica islamica cambierà il suo approccio.

Ricordiamo infine che negli Stati Uniti si prevede che le scorte di greggio siano scese di 3 milioni di barili la scorsa settimana, stando al sondaggio Bloomberg. Le scorte presso l’hub di stoccaggio Cushing in Oklahoma sono diminuite di 500.000 barili la scorsa settimana, sempre secondo una previsione elaborata da Bloomberg.

Rovato.it

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