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Il
castello e le mura venete
Fortificazione
d'origine romana sull'ossatura della quale fu eretto il Castello a pianta
rettangolare, con all'interno sei strade abitate e la casa comunale, lungo
ben trecento metri e largo centocinquanta. Nella parte di sud-est, si
apriva una grande piazza, la piazza delle Carampane, con una chiesetta in
corrispondenza dello spigolo del forte. Un particolare strategico molto
interessante, nella rete viaria del castello, è rappresentato dal fatto
che le porte sono fuori asse, onde evitare scorrerie veloci e trasversali
da parte degli avversari, mentre il reticolo viario è rigorosamente
ortogonale, di sapore ancora romano.
Il Castello per oltre mezzo millennio di movimentate vicende storiche ebbe
un ruolo cruciale di piazzaforte e godette la rarissima fortuna di serbare
così a lungo quasi intatta la sua genuina struttura. Solo in tempi
relativamente recenti subì massicce demolizioni per ampliare la piazza
del mercato e per far posto alle scuole elementari. Costruito non su una
collina, ma su un rialzo del terreno, dovuto alla terra riportata e alle
macerie delle primitive costruzioni, era intersecato da sotterranei e
difeso da una grande fossa - ancora oggi visibile dell'ampiezza di una
decina di metri che attingeva l'acqua dal cosiddetto "Pozzo
lungo" situato nelle vicinanze.
Recentemente, tra le macerie e il fango scuro della fossa, furono
rinvenuti due frammenti di una punta di lancia in ferro ora presso la
Soprintendenza di Brescia del tutto simile a quella conservata nel Museo
di Manerbio e datata intorno al 1300. Proprio alla fine del trecento il
Castello Medievale fu ulteriormente munito di difese con tre giri
concentrici di mura fortificate; il nuovo circuito delle mura correva
intorno alle attuali via Martinengo, Bettini, Cantù, Bonomelli,Porcellaga,
Sopramura.
Nel 1470 Venezia, interessata ad aumentare la resistenza e la potenza del
Castello, dispose l'innalzamento di cinque torrioni, con l'aggiunta di
casematte e rivellini. Le torri come le mura erano realizzate in corsi
ordinati di blocchi squadrati di ceppo del Monte Orfano. Oggi ne rimangono
solo tre: quello a nord fu distrutto nel 1796 e quello a sud intorno al
1840, per far posto ai portici del Vantini.
Nel 1610 il Da Lezze, colpito appunto dalla capacità difensiva della
struttura, lo descriveva come "castello con doi porte, revellini et
case matte con quattro torrioncini, fossa con acqua morta circonda mezo
miglio in circa, sicurissimo da batteria da mano per esserele mura tutte
fatte di pietra viva." Il Castello di Rovato con le sue mura venete
è da collocare tra i più illustri esempi d'architettura castrense
italiana, inoltre, in corrispondenza della porta meridionale e di quella
settentrionale (demolite nell'Ottocento e in parte conservate nel
sottosuolo della Piazza del Mercato e quella della piazzetta antistante la
biblioteca) conserva due bastioni che sono da annoverare tra i primissimi
dell'architettura militare italiana.
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