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ARTISTI
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Alessandro
Bonvicino, detto il Moretto (pittore).
Pittore di talento, nato a Rovato nel 1498, dimostrò
subito le sue doti artistiche
tanto che, secondo alcuni storici locali, sarebbe da far risalire già al
1514 l'esecuzione degli affreschi scomparsi in Santa Croce e al 1515
quella delle ante nel Duomo Vecchio di Brescia. Accolta l'eredità artistica del Foppa, il Moretto
subì inizialmente profonde influenze anche dalla pittura del Giorgione.
Con
il Romanino, altro grande artista del Cinquecento bresciano, decorò, agli
inizi degli anni Venti, la Cappella del Sacramento in San Giovanni. Essenziale
e realistico appare il lavoro svolto tra 1525 e il 1530 nell' Assunta del
Duomo di Brescia, nella pala di Sant'Eufemia e nella Cena in Emmaus, ora
alla pinacoteca Tosio-Martinengo. Successivamente, fra il '30 e il '40,
l'artista raggiunse la piena maturità espressiva, visibile in molte delle
opere più importanti, fra cui la Santa Margherita in San Francesco, la
Santa Giustina di Vienna, La Strage degli Innocenti nel San Giovanni di
Brescia e l'Incoronazione della Vergine in San Nazaro. L'opera del
Moretto influenzò l'arte di altri pittori: fra gli altri, lo stesso
Romanino, il Piazza e il Moroni. Per
alcuni il Moretto sarebbe nato a Brescia, ma a dimostrare la sua
rovatesità - oltre alla lapide che ancora oggi si può vedere su quella
che fu la sua prima abitazione - c'è la testimonianza dello storico
Cocchetti che scrisse di aver rinvenuto nell'archivio comunale di Rovato memorie
del '400 che facevano riferimento agli antenati del pittore. Guarda
alcune opere del Moretto (sito esterno).
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Gerolamo
Calca (pittore).
Nato a Rovato nel 1878 (qui morirà nel 1957). Gerolamo Calca termina la
sua formazione artistica alla fine dell'Ottocento, poco prima cioè che in
Europa cominciassero a farsi sentire forti inquietudini sociali e
politiche .In Italia ben presto le arti visive, ma anche la letteratura,
saranno investite dalla bufera futurista, che proprio a Milano comincerà
a soffiare, mentre da Dresda e da Parigi giungeranno gli echi di "Die
Bruche" e del "Cubismo". E questo per citare solo alcuni
dei movimenti d'avanguardia, che per oltre un ventennio (superandosi
continuamente gli uni con gli altri) detteranno nuove regole e nuove
estetiche, spesso rivoluzionarie. Ma nel momento in cui Calca inizia la
sua carriera di pittore si è ancora nel pieno di "ritorni"
scapigliati, mentre liberty e decò (dopo l'esposizione di Torino del
1902) lasceranno per oltre un trentennio un segno importante nella società
e nel gusto del tempo. Tarda
scapigliatura e liberty si avvertono nella pittura di Calca, mediata e
trasmessa dall'insegnamento di Tallone, (Tranquillo Cremona era morto nel
1878) ed emergeranno ancora a lungo in tanta sua pittura di genere e
ritrattistica. Anche certi influssi del primo Boccioni e di Segantini (che
lui conobbe in una gita sulle alpi) sono avvertibili in più di un
dipinto. Un numero sufficiente di
opere testimonia quale fu la sua scelta estetica e come, pur avvertendo
segni di mutamento, scelse di continuare un suo percorso in ambito
naturalistico, ma spesso acceso da cromatismi inattesi, soffusi in una
morbida pittura vibrante luce. Tra queste emerge un certo numero di opere,
caratterizzate da un "non finito" che è però cifra e scelta
operativa precisa, quasi ad indicare "l'inutilità" di un gesto
pittorico banalmente ed irrimediabilmente concluso, fuorviante quindi
rispetto ad un nucleo pittorico principale ed essenziale. A
ben vedere in tutto il percorso pittorico di Calca, si può cogliere un
pacato distacco ed una serena accettazione del trascorrere del tempo e
delle cose. Il ritorno a Rovato, dopo gli anni dell'accademia, fu il
ritorno in una sorta di Arcadia domestica, dove ogni figura a lui più o
meno vicina ogni animale, anche il più umile, ed ogni cosa poteva essere
stimolo per fare pittura, senza inutili abbellimenti, senza presunzioni o
smanie carrieristiche: solo con molto amore e poesia. Testa
di giovane (olio su tela).
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Francesco
Ricchino.
Nacque probabilmente nel 1520 a Bione, dove la sua famiglia dovette andare in
esilio da Rovato. Discepolo del Moretto, fece parte dell'
Accademia degli Occulti di Brescia. Fu pittore scultore, architetto e poeta. A lui, oggi, è dedicata l'omonima scuola di arti e
mestieri.
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Angelo
Barbieri.
Scultore, nato nel 1867 figlio di un salariato agricolo, rimase orfano
di padre molto presto e abitò presso parenti fino a 19 anni. Il suo
talento fu scoperto da Cesare Cantù durante uno dei suoi soggiorni a
Rovato. Sue opere comparvero presto nelle collezioni e nel cimitero
monumentale di Bergamo e poi in tutta la Lombardia.
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Francesco
Pezzoli.
Nato a Rovato nel 1855 e qui morto nel 1905. Di umili origini e con gravi
problemi fisici, rivelò presto capacità non comuni nel disegno e nella
scultura. "Il suo primo pennello fu il pennino della scuola ed il
carbone; il primo materiale che modellò fu il fango della strada e la
tavolozza fu il marciapiede", scrive monsignor Luigi Zenucchini.
Grazie a un contributo dei Comune, potè frequentare l’Accademia Carrara
a Bergamo e poi Brera a Milano.
Distintosi a Brera, vinse poi il "Legato Brozzoni” ed apri uno
studio a Milano.
Le notizie che si hanno di quel periodo sono poche.
Alcuni documenti e lettere conservati negli archivi del Comune
testimoniano che mai perse contatti col suo paese, e che qualche opera gli
fu commissionata dalla Chiesa e dal Comune. Verso la fine del 1900 torna a
Rovato, e continua qui la sua attività seppure tra mille difficoltà,
fino alla tragica morte nel novembre 1905. I suoi gessi rivelano
un'adesione a modelli estetici che risentono dell’influenza poetica
della Scapigliatura prima e del Liberty.
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Guerino
Assoni.
Pittore, nato a Capriolo nel 1915, per anni vissuto a Rovato dove oggi
si trovano molte delle sue opere.
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Filippo
Brunelli.
Nato a Rovato nel 1812, pittore di gran valore e singolare figura di
patriota del quale sono state gentilmente messe a disposizione cinque
opere.
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Laffranchi.
Scultore.
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Pino
Simonazzi.
Nato a Torino nel 1905 doverosamente inserito nell'esposizione perché il
nostro paese lo adottò per anni e nel nostro paese, lasciò molti dei
suoi lavori.
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Francesco
Ghidelli.
Pittore nato a Brescia nel 1909, trascorse gran parte della sua vita a
Rovato.
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Marte
Morselli.
Nato a Modena e stabilitosi a Rovato, qui ebbe il suo studio di pittore
fino alla morte.
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Tino
Galdini.
Nato a Rovato nel 1916, in occasione della collettiva rovatese saranno
esposti i suoi limpidi paesaggi.
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Aldo
Caratti.
Uno dei bruzafer più conosciuti a Brescia e in Italia.
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Antonio
Corbellini.
Architetto nato a Pellio Superiore (Co) e morto a Rovato il 30.04.1748 a
Rovato. Attivo in diverse chiese della provincia (fra cui Coccaglio).
Padre di Domenico.
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Alessandro
Ardesio.
Pittore di buona fama, lavorò a Brescia (vestibolo della Loggia), ma anche a
Bergamo, Milano e Venezia.
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FILOSOFI
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Feliciano
Betèra.
Nato a Rovato nel 1544. Ancora giovanissimo stupì per la conoscenza
approfondita della cultura classica e filosofica. Il padre desiderava che
diventasse avvocato, ma Feliciano - anche a causa delle epidemie di peste
dell'epoca - finì per fare il
medico. Morì a Brescia, dopo aver scritto "La storia medico - fisica
della peste", e fu sepolto nella chiesa di San Nazzaro.
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MEDICI
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Gianfranco
Guadagni.
Figlio di un medico, si laureò in medicina a Padova. Fece pratica a Roma,
Napoli, Firenze, Torino e, poi, divenne medico primario all' ospedale Civile
di Brescia. Contribuì alla diffusione della vaccinazione contro il
vaiolo. Morì nel 1784.
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STORICI, ORATORI E
LETTERATI
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Clemente
Lazzaroni.
Oratore. Insieme al fratello Pietro tenne discorsi nelle più
importanti città d' Italia. Clemente morì a Rovato e fu sepolto
all'Annunziata.
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Carlo Cocchetti
Fu medico, scrittore, storico e insegnante. Carlo Cocchetti nasce a Rovato
nel 1817. Fin da giovane si dedica alle lettere e alla storia, pubblicando
nel 1842 il libro "Primo tributo alla patria: studi storici e
rimembranze" a cui farà seguito, nel 1847, la tragedia il
"Manfredi". Uomo
profondamente impegnato nella vita politica e acceso sostenitore dell'unità
nazionale, Cocchetti, nel 1850, viene nominato socio d'onore dell'Ateneo
di Brescia e nel 1857 "Socio dell' Imperiale e Reale Ateneo di
Firenze". Fin dal 1852 collabora
con la rivista "il Crepuscolo" e nel 58-59 è fra i fondatori
del settimanale "l'Alba" e del quotidiano "La Sentinella
bresciana", che lo portarono all'apice della propria notorietà. E'
anche utore di "Brescia e la sua Provincia", comparsa nel
1858 nella "Grande illustrazione del Lombardo-Veneto" curata dal
suo amico Cesare Cantù. Nel 1860 il
Cocchetti viene nominato direttore della Scuola Normale (l'attuale
Istituto Magistrale Veronica Gambara) , di cui viene ritenuto il
fondatore, dedicandosi da allora quasi esclusivamente a studi di indole
educativa o scolastica. Collaborò a
parecchie riviste fra cui "Letture di famiglia" e "Archivio
Storico" che gli valsero la nomina della Regia Deputazione di Storia
Patria per le Antiche Provincie e la Lombardia. Prese
parte alla polemica sollevata dal Manzoni sull'unità della lingua,
pubblicò un discorso sull'influenza educatrice della donna e poesie
politiche. Nel 1865 diviene presidente
dell'Istituto Filodrammatico. Inchiodato
da anni su una poltrona per una paralisi, Cocchetti muore a Brescia nel
1888 dopo aver dato alle stampe circa una trentina di opere.
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Giovanni
Taveri.
Fu un letterato di fama. A soli vent' anni insegnava a Brescia
le lingue latina, greca ed ebraica. Uno dei suoi discepoli fu Lazzarone
Saturnio, personaggio di fama europea.
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Leonardo Cozzando.
Nacque a Rovato nel 1620. Suo padre Donato era avvocato a Brescia. A 15
anni Leonardo entrò nel collegio dei Padri Serviti e prese i voti. Insegnò
filosofia nei licei di Verona e di Vicenza e
- per sette
anni - teologia a Brescia. Le sue pubblicazioni più apprezzate
riguardano le storie Bresciane, ma scrisse anche opere letterarie in
latino e in italiano, in prosa e in versi. Fu
sepolto all' Annunziata nel 1702.
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Francesco
Barbieri.
Barbieri (1753-1820) letterato e filosofo, padre servita, priore del
convento dell'Annunciata, resse le sorti della comunità religiosa
rovatese.
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Cesare
Cantù.
Nacque a Brivio, in provincia di Como nel 1804. Fu storico e letterato,
educatore e sociologo, deputato al Parlamento, soprintendente all'
Archivio di Stato Lombardo, membro dell' Istituto di Francia, insignito di
200 decorazioni, autore di numerose opere storiche e letterarie. Fu anche consigliere comunale di
Rovato e partecipò attivamente alla vita del
capoluogo della Franciacorta. Ma già prima di prendere domicilio a Rovato,
dall'età dei 15
anni, trascorreva la stagione estivo-autunnale nella casa sul Monte Orfano,
che egli chiamò "Riposo". Morì a Milano l' 11 marzo 1895.
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MATEMATICI
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Fra'
Lauro Buonanni.
Appassionato di matematica e scienze fisiche, fu autore di pubblicazioni
in materia. Insegnò scienze
matematiche a Brescia e a Milano .
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POLITICI
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Andrea
Cazzani.
Il primo sindaco di Rovato dopo l'avvento della Repubblica.
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Quirino
Fiorini.
Ex sindaco.
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Livio
Perani.
Ex sindaco.
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Oreste
Bonomelli.
Deputato socialista e membro dell'assemblea costituente.
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Lorenzo
Gigli.
Già giovanissimo, fu console di Rovato. Capeggiò la rivolta, nota come
Vespri della Franciacorta, con la quale i rovatesi (nel 1509) insorsero
contro i Francesi che avevano occupato il paese. L'occasione della rivolta
pare sia stata fornita dal comportamento insolente di alcuni soldati nei
confronti della giovane fidanzata del Gigli. L'insurrezione ebbe
successo, ma fu presto repressa: Gigli e altri rovatesi furono
arrestati, processati a Brescia e decapitati.
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ESPLORATORI
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Attilio
Caratti.
Nacque il 6 Maggio 1895. Alla fine della Prima guerra Mondiale, ritornò a
Rovato. Dopo la morte del padre lavorò nell'officina di famiglia con i fratelli. Al fallimento dell'attività decise di
partecipare al
concorso di motorista per dirigibili. Nel 1926 partì con la spedizione
del dirigibile "Norge" sul quale era motorista di sinistra. Nel
1928 partecipò come motorista all'impresa del dirigibile "Italia"
con il generale Umberto Nobile, ma questa fu la sua ultima spedizione: morì,
infatti, al Polo Nord, dove una recente spedizione ha depositato una
scultura del fratello.
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SINDACALISTI
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Danilo
Dolci.
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RAGIONIERI
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Andrea
Zambelli. Nato a Rovato,
"è unanimemente considerato lo scrittore di ragioneria antica
più importante e più noto, avendo firmato la prima opera in materia di
contabilità mercantile" (Prof. Carlo Antinori, ordinario di storia
della rgioneria presso l'Università di Parma). Non
si hanno molte notizie sulla sua vita: le poche disponibili possono essere
recuperate dalle sue opere. La più famosa è Mercantesche
dichiarationi della partita doppia datata 20 dicembre 1681 e così
dedicata a don Angelo Faglia: ho voluto in questo miserabile avanzo
del viver mio, esporre queste poche mercantie che si trovano nel mio rozzo
intelletto. (vedi il volume "Brescia e la Ragioneria" di
carlo Antinoti, nel 110° anniversario di fondazione del Collegio dei
Ragionieri di Brescia, disponibile presso la biblioteca comunale di
Rovato).
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PRELATI
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Abate
Angelini.
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Luigi
Zenucchini.
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Don
Giovanni Donni.
Storico. Autore di più pubblicazioni su San Carlo Borromeo.
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Sciotta.
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Annunciata
Cocchetti.
E' l'unico religiosa rovatese salita agli onori degli altari. Maestra,
promosse una scuola per ragazze povere. Suora delle Orsoline, promosse la
nascita di un nuovo ordine religioso che trovò sede a Cemmo, e che ora è
diffuso in tutta Italia ed in diversi continenti. Nata nel 1800, fu
procalamata beata dopo la morte 1882.
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Galloni.
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BENEFATTORI
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Ettore
Spalenza.
Spalenza (Brescia 1831 - Rovato 1880), avvocato, residente a Rovato
sull'attuale via XXV Aprile, destinò per testamento tutti i suoi beni a
favore del locale ospedale, che ora porta il suo nome. Gli eredi
contestarono il lascito ma l'ente, assistito dall'avv. Giuseppe Zanardelli,
vinse la causa. Da notare che l'atrio di linea triangolare dell'ospedale
è opera di Francesco Ricchino.
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Maria
Cornetti.
Conosciuta anche come la "signorina Cornetti". Grazie alla
disposizione testamentaria con la quale ha destinato tutte le sue proprietà
a favore della Fondazione Pro Juventute don Carlo Gnocchi, questa
benemerita istituzione è entrata in contatto con la realtà rovatese,
costruendo sulla proprietà donata un centro medico per il recupero
funzionale, ed aggiudicandosi la ristrutturazione dell'Ospedale di Rovato
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SPORTIVI
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Aldo
Gualeni.
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Giuseppe
Martinelli.
E' nato a Rovato il 3 novembre 1955. Nel 1976, a soli 21 anni, ha
conquistato la medaglia d’argento (dietro allo svedese
Bernt Johansson) ai giochi olimpici di Montreal, quindi, l’anno
successivo, è passato al professionismo (fino al 1985), conquistando
anche 4 tappe al giro d’Italia e numerosi piazzamenti in corse
importanti.
Dopo
il ritiro, a soli 29 anni, Martinelli è passato dalla bicicletta
all’ammiraglia. E’ stato direttore sportivo dell’Alfa Lum, quindi
dell’Ecoflam e della Carrera. Poi l’arrivo alla Mercatone Uno, alla
guida di Marco Pantani, col quale ha conquistato nel 1999 un Giro
d’Italia e un Tour de France. Attualmente è il presidente
dell’Associazione Nazionale Direttori Sportivi e guida la Saeco di
Gilberto Simoni e Damiano Cunego. Dal 2002 è assessore allo Sport del
Comune di Rovato.
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