C’è un limite ai controlli dell’Agenzia delle Entrate? Ecco dopo quanti anni non dovrebbero più farli. Tutto ciò che c’è da sapere
Come accade ogni anno, ogni soggetto che abbia prodotto denaro è tenuto a presentare la cosiddetta dichiarazione dei redditi. Si tratta di un obbligo a cui assolvere, e che serve per calcolare le imposte da pagare allo Stato. Tali risorse servirebbero per gestire i vari bisogni della Nazione, dalla protezione, come forze dell’Ordine, tribunali, esercito, confini, alle infrastrutture come strade, treni, porti, Internet, elettricità, acqua, reti fognari, scuole, università, sanità.
Non solo, c’è di mezzo anche la stabilità a livello sociale e quindi sussidi, pensioni, sanità pubblica, ammortizzatori sociali e molto altro ancora. Tutte queste cose sono pagate versando le imposte. Ogni cittadino, ergo, è tenuto a pagare le tasse, in base al proprio reddito.
Come accade di frequente, c’è chi evade il Fisco ed è per questa ragione che l’Agenzia delle Entrate svolge dei controlli, nel corso degli anni, per scovare eventuali discrepanze di reddito e quindi probabili evasori fiscali.
Le sanzioni, come sappiamo, variano di caso in caso e possono essere più o meno elevate, in base alla quantità delle tasse non versate.
Agenzia delle Entrate, quando smette di fare controlli
Può accadere che in una dichiarazione dei redditi, per qualsivoglia ragione, vi siano errori o redditi mancanti.
Ad esempio, può succedere di fare 730 o Modello Redditi, ma ci si dimentica un affitto o non si inserisce una prestazione, o si finisce per dichiarare meno di quanto si è effettivamente incassato.
L’Agenzia delle Entrate ha 5 anni di tempo (che poi in realtà si trasformano in 6), per effettuare tutte le verifiche del caso. I controlli hanno inizio dall’anno seguente a quello in cui bisognava presentare la dichiarazione. Un esempio? La dichiarazione dei redditi del 2022 doveva essere inoltrata nel 2023, e quindi l’Agenzia può eseguire i vari controlli fino al 31 dicembre 2028.
In sostanza, secondo la legge, c’è tempo, per il Fisco, per verificare la situazione di un contribuente entro 5 anni se ha commesso errori nella dichiarazione e 7 anni per dichiarazione omessa. Dato che però, il conteggio ha inizio dall’anno seguente, in realtà l’Agenzia ha, a tutti gli effetti, 6 anni per controllare eventuali nella dichiarazione e 8 anni per dichiarazione omessa.
Se in 6 o 8 anni non si riceve nessuna cartella né avviso di accertamento, significa che la questione è definitivamente archiviata. Oltre questa data non si possono effettuare controlli né riaprire né pretendere denaro.
Rovato.it notizie, foto e storie da Rovato (Bs)

