È una domanda che ritorna spesso nel dibattito locale: Rovato è davvero la capitale della Franciacorta? La risposta non è univoca e richiede qualche distinguo, perché dipende dal criterio con cui si interpreta il concetto stesso di “capitale”.
Il ruolo storico e geografico di Rovato
Rovato è, da secoli, la porta orientale della Franciacorta. La sua posizione, ai piedi del Monte Orfano e lungo gli assi di collegamento tra Brescia, il lago d’Iseo e la pianura, ne ha fatto un punto di passaggio obbligato per merci, persone e scambi economici. Prima ancora dell’affermazione del vino Franciacorta come marchio internazionale, Rovato era un centro agricolo e commerciale di riferimento, noto per i mercati, per la trasformazione dei prodotti della terra e per una struttura urbana più complessa rispetto a molti altri Comuni collinari.
A questo si aggiungono dimensioni demografiche e dotazione di servizi superiori alla media franciacortina: scuole, infrastrutture, collegamenti ferroviari e viari hanno consolidato nel tempo una funzione di baricentro territoriale.
Una Franciacorta policentrica
Detto questo, la Franciacorta non è mai stata pensata come un territorio con un solo centro dominante. Al contrario, è un sistema policentrico, in cui ogni Comune svolge un ruolo specifico. Erbusco, ad esempio, è considerato da molti il cuore simbolico del vino: qui hanno sede alcune delle cantine più rappresentative e, soprattutto, il Consorzio Franciacorta, organismo che tutela, promuove e disciplina la denominazione.
Altri centri come Adro e Corte Franca sono fortemente identificati con la produzione vitivinicola, ospitando vigneti storici, cantine e manifestazioni legate al vino. In questi Comuni si è costruita, nel tempo, l’immagine più iconica della Franciacorta: colline, filari e aziende che hanno reso il nome celebre nel mondo.
Il peso del Consorzio e la “capitale del vino”
La presenza del Consorzio a Erbusco non è un dettaglio secondario. Dal punto di vista istituzionale e vitivinicolo, è qui che si concentrano le decisioni strategiche sulla denominazione, dalla promozione internazionale ai disciplinari di produzione. Se si dovesse parlare di una “capitale del Franciacorta vino”, Erbusco avrebbe argomenti solidi per rivendicare questo titolo.
Ma la Franciacorta non è solo vino. È anche un territorio abitato, vissuto, attraversato quotidianamente. E in questo quadro Rovato continua a esercitare una funzione diversa, ma complementare.
Una capitale funzionale, non formale
Definire Rovato capitale della Franciacorta ha senso in termini funzionali e identitari. È il centro che accoglie, connette e rappresenta il territorio verso l’esterno, soprattutto sul versante orientale. Non a caso, per molti visitatori Rovato coincide con il primo contatto con la Franciacorta: un ingresso naturale più che simbolico.
Non ha invece fondamento parlare di capitale amministrativa o ufficiale, perché una tale investitura non esiste e non rientra nella natura del territorio. La Franciacorta è una rete di Comuni, ciascuno con una propria specializzazione: Rovato per i servizi e la centralità, Erbusco per il governo del vino, altri paesi per la produzione e il paesaggio.
Conclusione
Rovato non è capitale della Franciacorta per statuto o per decreto, ma lo è per ruolo storico, posizione strategica e capacità di sintesi del territorio. Allo stesso tempo, questa definizione non sminuisce il peso di altri Comuni, né quello del Consorzio con sede a Erbusco. Piuttosto, racconta una Franciacorta plurale, in cui l’equilibrio tra centri diversi è parte integrante della sua forza.
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