Giochi e scommesse, regolamentazione rinviata a data da destinarsi

E’ rinviata a data da destinarsi la nuova legge quadro sul gioco e sulle scommesse. A stabilirlo è la pausa estiva del parlamento, ma anche l’imminenza delle elezioni (che certo non promuove un dibattito serio un tema tanto delicato) e la lunga lista di provvedimenti al vaglio del governo, con temi sul pianto di assoluta rilevanza politica come  il Decreto legge sul Mezzogiorno, le banche, la Legalizzazione della cannabis, i Trials clinici e professioni sanitarie, il Codice Antimafia, la Trasparenza dei partiti politici e la Regolamentazione degli scioperi nei trasporti pubblici.

In questo quadro non troverà spazio a breve la controversa tematica dei giochi on line e dei bonus casino, così come quella delle sale slot e delle diverse interpretazioni legislative di Comuni e Regioni italiane (l’ultimo caso è l’Umbria). Forse se ne discuterà nel prossimo autunno quando, però, ad occupare “risorse” tornerà nuovamente la Legge di Stabilità e ci sarà poco spazio per altro, anche se il sottosegretario Pier Paolo Baretta ha più volte indicato tra le priorità il riordino del settore giochi e in questi giorni anche Confindustria si è messa sulla stessa linea.

L’associazone degli imprenditori, infatti, ha invocato chiarezza normativa nel settore, con una legge quadro che possa rappresentare soluzione definitiva al conflitto perenne tra Governo centrale ed Enti Locali, che non permette alle aziende del settore di fare un’adeguata programmazione economica e dunque ne mina la sopravvivenza.  Ma  a chiedere una legge più chiara sono anche molti amministratori locali, pressati dai concittadini e  “bersagliati” dai contradditori verdetti provenienti dai vari Tar italiani e dal Consiglio di Stato.

Ovviamente il confronto tra le parti in gioco si annuncia bollente, con falchi e colombe impegnati in una trattativa non certo facile. L’assessore regionale Viviana Beccalossi (per rimanere in terra bresciana), ad esempio, non perde occasione per portare avanti la propria battaglia su questo tema, invocando lo stop a ogni forma di pubblicità del gioco d’azzardo e la riduzione delle cosiddette macchinette nei bar (il 60 per cento di quelle installate legalmente in Italia stanno proprio in Lombardia). Ma anche la questione della distanza dei centri scommesse dai luoghi di culto e dalle scuole fa discutere. E Rovato non è esente dal dibattito.

Dall’altra parte c’è invece chi, conti alla mano, ricorda che proprio dal settore del gioco on line vengono miliardi di euro di entrate ogni anno per le casse pubbliche e che, in caso di giro di vite, quelle risorse – necessarie per pagare servizi essenziali – andrebbero trovate altrove. Senza dimenticare la questione dei gratta e vinci e delle altre lotterie instantanee promosse dallo Stato, che sono comunque spesso fonte di dipendenza psicologica e di rovina economica per molte famiglie alla stregua dei videoker.

Da qualunque lato la si guardi, però, il riordino del settore delle scommesse fisiche e virtuali in Italia si annuncia necessario, e la legge quadro è l’unico strumento in grado di dare certezze in un quadro che lascia troppo spazio alle interpretazioni e – di fatto – all’illegalità. Brescia e Rovato attendono risposte chiare da Roma.

Rovato.it

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