Lago a occhiali
Un lago dalla forma particolare - (rovato.it)

Lo chiamano “Il lago con gli occhiali”, puro piacere per gli occhi e la mente: qui trovi la vera pace

Affascina con paesaggi glaciali, biodiversità unica e misteriose leggende legate alla storia locale. Scopriamolo insieme

L’inverno trasforma quest’area in uno scenario fiabesco, ma l’accesso al lago richiede esperienza e attrezzatura adeguata, mentre la sua fragile biodiversità impone rigidi divieti di tutela.

La sua caratteristica più peculiare è la forma “a occhiali”, dovuta alla presenza di due conche comunicanti negli anni di maggiore abbondanza d’acqua, che in periodi di siccità si separano in due specchi distinti.

Un gioiello naturale ad alta quota

Nel cuore dell’Appennino centrale, a 1.941 metri di altitudine, si cela un luogo di straordinaria bellezza naturale e intriso di mistero: il Lago di Pilato. Immerso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, questo specchio d’acqua glaciale è noto non solo per il suo paesaggio incantevole, ma anche per le antiche leggende che lo avvolgono, legate alla figura storica di Ponzio Pilato.  Situato sotto la vetta del Monte Vettore (2.476 m), la cima più elevata dei Monti Sibillini, il Lago di Pilato è l’unico lago naturale di origine glaciale nelle Marche e uno dei pochi sull’intero Appennino centrale. La sua superficie, variabile in base alle precipitazioni e allo scioglimento delle nevi, può raggiungere 900 metri di lunghezza e circa 130 di larghezza, con una profondità massima di 9 metri.

Dal punto di vista geologico, il lago si è formato all’interno di un circo glaciale modellato durante l’ultima era glaciale del Pleistocene superiore (tra 125.000 e 10.000 anni fa) ed è circondato da ripide pareti rocciose che rendono la sua posizione ancor più spettacolare e suggestiva. L’acqua del lago, alimentata principalmente dallo scioglimento delle nevi persistenti fino all’estate, gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’ecosistema locale, influenzando anche la sopravvivenza di specie uniche.

La tutela del lago si è resa ancor più necessaria negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici e delle conseguenze del terremoto del 2016 che hanno aumentato la permeabilità del terreno, causando periodi di siccità estiva più frequenti e una riduzione della quantità d’acqua nel bacino, come evidenziato da studi condotti dall’ISPRA.

Lago di Pilato, Monti Sibillini

Il Lago di Pilato, tra i Monti Sibillini – (rovato.it)

Il nome stesso del lago è avvolto in un alone di mistero e leggenda, radicata nella tradizione popolare e nei racconti medievali. Secondo una delle versioni più diffuse, il lago sarebbe il luogo dove sarebbe finito il corpo di Ponzio Pilato, il prefetto romano della Giudea noto per aver condannato a morte Gesù Cristo. La leggenda narra che, dopo essere stato giustiziato per ordine dell’imperatore Tito Vespasiano, Pilato fu caricato su un carro trainato da due bufali impazziti che percorsero migliaia di chilometri fino ai Monti Sibillini, gettandosi infine con il corpo nelle acque del lago. Alcune varianti del racconto collocano il tragico salto dalla cresta della Cima del Redentore, dove sarebbero ancora visibili le rotaie del carro.

Queste narrazioni sono state tramandate a partire almeno dal XIV secolo e sono riportate in testi come Le Paradis de la reine Sibylle (1420) di Antoine de La Sale, che descrive il lago come un luogo di magia nera e evocazioni di spiriti maligni. In epoca medievale, infatti, il Lago di Pilato era reputato un crocevia di negromanti e alchimisti provenienti da tutta Europa, tanto che le autorità ecclesiastiche e civili imposero divieti severi e misure di controllo per impedire l’accesso agli adepti della magia.

Parallelamente, la tradizione popolare narra di fenomeni misteriosi legati al lago, come l’acqua che si tingeva di rosso durante la crocifissione di Cristo, e di una pianticella dalle foglie a forma di mani trafitte da chiodi, simbolo del Redentore. Questi miti hanno contribuito a mantenere vivo l’alone di fascino e timore che circonda il lago ancora oggi.

Redazione T

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