Tiziano Belotti

ROVATO: “Mettiamo in ordine la Storia.”

di Tiziano Belotti – Agosto periodo di ferie, o comunque di riposo per chi non può permettersi le ferie. Quindi anch’io mi prendo una piccola pausa dalla discussione squisitamente politica (ma solo in questo editoriale) e torno a scrivere del nostro meraviglioso Paese.
Recentemente ho incaricato un dipendente comunale affinché provveda all’aggiornamento puntuale del registro inventariale del patrimonio comunale, che comprende un gran numero di arredi, suppellettili, dipinti e sculture.

Questo lavoro ci consente di catalogare, schedare e numerare una serie davvero rilevante di opere mobili, con l’obiettivo di preservarle per le generazioni a venire (la catalogazioni anche fotografica è la migliore assicurazione esistente), e di valutarne appieno la reale consistenza storico-artistica. Schedare, classificare ed ordinare è uno dei mestieri più difficili, perché presuppone una amplissima conoscenza dei beni ed una capacità di individuarne la giusta collocazione.

Ma è l’unica modalità operativa che consente la trasmissione dell’oggetto e della sua storia, proprio perché il bene è stato schedato e quindi identificato ed è perciò facilmente rintracciabile in un ambiente o in un archivio. Tutti coloro che hanno in casa una certa quantità di libri, per esempio, sanno bene che non è sufficiente possedere il tal testo; è necessario anche saperlo individuare con facilità.
La rete Internet non ha aggiunto nulla al nostro sapere, anzi, a volte ci distrae da cose ben più importanti, compreso i rapporti interpersonali.

Però coi suoi potentissimi motori di ricerca ci mette a disposizione in qualche frazione di secondo ciò che prima andavamo faticosamente ricercando negli scaffali di biblioteche, musei ed archivi di mezzo mondo. Però non va dimenticato che a monte di Internet c’è pur sempre una donna o un uomo che hanno classificato e digitalizzato l’informazione e l’hanno messa a disposizione della rete.
Oltre ad arredi, dipinti e sculture, il Comune di Rovato possiede una gran quantità di materiale documentale e storico (atti, contratti, dichiarazioni, relazioni, resoconti, cronistorie, progetti, mappe), che rappresentano la storia locale degli ultimi secoli e che risulta depositato in parte nei locali del Palazzo Comunale ed in parte nei locali della nuova biblioteca.

Oltre naturalmente ad alcuni preziosi atti depositati presso l’archivio di Stato di Brescia, e ad altre raccolte sparse in altri siti; uno per tutti l’ex Pretura, ove giacciono migliaia di cartelle di procedimenti giudiziari. Una parte del materiale è stato ordinato e catalogato qualche anno fa. Ma la gran parte dei documenti, sebbene apparentemente ben sistemati, deve ancora essere studiata, inventariata e schedata.

L’idea maturata, anzi il sogno che allo stato finanziario attuale è quasi un miraggio estivo, è quello di raggruppare e di custodire tutti gli archivi documentali in un unico edificio, nel quale si possano svolgere agevolmente tutte le operazioni di catalogazione e schedatura e che funga naturalmente da luogo di studio ed approfondimento per gli studenti e gli appassionati. Ma soprattutto che consenta la conservazione e la trasmissione di questo nostro immenso patrimonio storico alle generazioni future.

C’è un bell’edificio pubblico nel centro di Rovato, con una amplissima storia che si lega al nostro lungo periodo veneziano, e che in epoca fungeva da ricovero per i corpi di guardia addetti al controllo del Rivellino settentrionale delle mura difensive. Un edificio ingiustamente spogliato della sua ultima funzione qualche anno fa, e che ora potrebbe ritornare ad avere il suo ruolo principe: custodire e sorvegliare. Non più la porta Nord col suo Rivellino, demolito quasi 200 anni fa, ma tutta la nostra storia documentale, scritta e rappresentata nei secoli su qualche pezzo di carta.

Il Sindaco:
Tiziano Alessandro Belotti

Rovato.it

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